sabato 18 novembre 2017

Don Chisciotte - versione Baryshnikov - Teatro dell'Opera di Roma




Roma. Don Chisciotte di Baryshnikov, rimesso in scena da Hilaire, ballato da Angelo Greco che torna da San Francisco appositamente. Come non andare? e sapendo che Susanna Salvi balla la matinée come non vederne due? eheheheh.


Angelo Greco è Basilio. Stilisticamente perfetto, sembra un MB giovane nei salti e nelle pirouettes ma anche nei passaggi meno tecnici come nei passi glissati di Baryshnikov. Bello nella variazione dei bicchieri che arricchisce questa versione nel terzo atto, pulitissimo nel passo a due. Grande verve e c'è carisma, entra in scena e si vede solo lui.




Un po' ostica la partnership con la Bianchi che è sembrata diffcile da gestire per lui nei pdd e che sopperisce alle mancanze tecniche con un po' troppe faccette. Certamente molto meglio in altri ruoli, qui Bianchi secondo me fa fatica a tenere il passo (fouettes iniziati tardi e con braccia un po' improbabili...)



Salvi e Rezza hanno dimostrato una bella intesa di movimenti e di sguardi. Brillanti di carattere, tecnicamente entrambi a livello dei ruoli. Una bella coppia da vedere. La Kitri di Salvi è vivace ed elegante, vera senza nessun bisogno di essere ammiccante.


 




Una nota per Manuel Paruccini che è stato uno dei Gamache più divertenti e teatrali che abbia mai visto (nonostante un costume che dire infelice è poco).



Coreografia rispettata: rispetto alla versione Baryshnikov, Hilaire rimette l'assolo di Mercedes nel primo atto e taglia purtroppo il passo a due all'inizio del secondo atto, quando Kitri e Basilio tubano davanti all'accampamento tzigano (con tanto di provvidenziale chitarra 😄).

Peccato davvero peccato per le scene ma peggio ancora per i costumi evidentemente concepiti da qualcuno che non ha mai lavorato per i ballerini. A parte la povertà dei tessuti (la fiera della lycra del mercato), troppi colori e fogge creano confusione in scena facendo perdere l'attenzione sui primi ballerini. Le peggiori sono le amiche di Kitri e Mercedes con improbabili gonne a un velo senza alcun taglio, per Mercedes bianca su calze nere. Non si vede nulla di quello che sta ballando. Fortuna che Kitri ha un suo costume, rosa baby sì, ma almeno un po' strutturato. Poca Spagna. molta fantasia bambinesca.


La direzione di Garforth l'ho trovata pesante e un po' polverosa, meglio alla sera che al pomeriggio. Una bella operazione di marketing, ben comunicata, che in ogni caso spinge la danza. Pubblico entusiasta e numeroso nonostante il derby Roma Lazio. Il che non è poco.


























 












 

 





domenica 5 novembre 2017

Carmen - Balletto del Sud di Fredy Franzutti - Teatro Carcano



Al Carcano il Balletto del Sud con la Carmen coreografia di Fredy Franzutti. Una versione diversa con una regia curata nei particolari, interpreti internazionali e italiani, scene e costumi di livello che dimostrano lo sforzo di mettere in scena uno spettacolo di alto livello professionale per una compagnia piccola e itinerante sicuramente con risorse non infinte. Aggiungerei anche ottimo l'uso delle luci che ben sottolineano la narrazione con tagli drammatici di effetto. 


Ammirevole, Franzutti porta la sua danza in giro per l'Italia e non solo. Questo è un modo per fare affezionare il pubblico alla danza e bisogna rendergliene grande merito.


La scelta musicale è sottile e grazie alla consulenza di Francesco Libetta alterna le musiche di Bizet con quelle di Massenet Albeniz e Chabrier (bellissimo il momento dell'inserimento della "mia" adorata España nel primo atto) per dare uno sguardo alla Spagna attraverso la lente francese che poi era quella di Mérimée. Questa Carmen è originale, forse a tratti un po' naive ma comunque di livello. In termini di interpretazione c'è forse qualche ingenuità ma non per Don Josè Carlos Montalvan che ha affrontato il ruolo con intensità e un ottimo livello tecnico. 


Belle le linee della prima ballerina Nuria Salado Fustè. 

 

La compagnia si impegna al massimo e meriterebbe di essere aiutata con maggiori sovvenzioni, perchè è una realtà italiana di pregio che serve alla cultura della danza di questo Paese.
Pubblico entusiasta e teatro pieno. Davvero complimenti.